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              Incontro del 30 aprile 2019

 

AD   ALTA VOCE  abbiamo letto Costituzione It

DI COSA PARLA?

Di noi e della nostra storia. E del difficile ma affascinante mestiere di cittadino.

La Costituzione della Repubblica italiana è un testo normativo ma conoscere la sua storia e la sua composizione è come leggere il romanzo dell’Italia che riparte dal secondo dopoguerra. Con i suoi 139 articoli e le 18 disposizioni transitorie e finali, entra in vigore il 1° gennaio del 1948, una volta approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947 e promulgata con la firma di Enrico De Nicola il 27 dicembre del 1947. Controfirmano: Il presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini; il Presidente del consiglio dei ministri Alcide De Gasperi. Visto: il Guardasigilli Giuseppe Grassi.

 

La Costituzione serve a definire la forma di Stato e di Governo, il processo legislativo, la separazione dei poteri e le loro caratteristiche, ma soprattutto serve a definire i principi fondamentali su cui si fonda la convivenza di un popolo all’interno dei confini del suo territorio. Per questo viene detta “legge fondamentale”, in quanto gerarchicamente superiore alle leggi ordinarie. Di solito, per dirla semplicemente, si caratterizza la Costituzione Italiana come “votata”, perché è il popolo che si è dato questo documento che non è non concesso dall’alto, “lunga”, perché nata dalla sintesi di anime ideologicamente diverse e non comprendente solo affermazioni generali di principio, “aperta”, perché prescrive obiettivi, ma non le modalità con cui raggiungerli, pertanto in base alle condizioni storiche possono essere previste modalità realizzative diverse, senza per questo contravvenire al dettato costituzionale, “rigida” perché fortemente improntata a prevenire la prevalenza arbitraria di un potere sull’altro, volta a evitare ogni deriva antidemocratica dopo l’esperienza del fascismo. La parte I contenente i diritti e doveri dei cittadini e la parte II che si occupa dell’ordinamento della Repubblica sono precedute da 12 articoli relativi ai principi fondamentali che affermano diritti indispensabili, irrinunciabili e insopprimibili come la democraticità repubblicana, l’unità e l’identità nazionale, l’uguaglianza, la solidarietà, il pluralismo, la dignità della persona, il lavoro, la laicità.

CHI E’ IL LETTORE DELLA “COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA”?

Ogni cittadino, di qualsiasi condizione, che voglia essere tale consapevolmente e non suddito servile del “potere”. E’ chiunque comprenda la necessità di conoscere le regole del “gioco democratico” che, pur dimostrandosi a volte arduo, se non scomodo, specie perché ci si accorge che ad ogni diritto corrisponde un dovere, permette di vincere insieme grazie alla libertà e alla dignità riconosciuta ad ognuno. In questo caso il piacere della lettura si fa naturalmente dovere, per eliminare un pericoloso nemico del nostro tempo: l’indifferenza politica che impedisce di costruire ordinatamente una vita insieme che invece deve poter contare sul contributo che ognuno di noi porta, forse invisibile, ma di certo molto più concreto di quel che si potrebbe immaginare. Chi non vuole “tirarsi fuori” e lasciar scegliere ad altri avrà la sua bussola nella Costituzione che, proteggendo la libertà, non è uno scritto qualsiasi che può aspettare pazientemente il suo eventuale lettore.

GLI ARTICOLI DA RICORDARE

Sono tutti ma ne abbiamo scelto alcuni che sentiamo ‘più vicini’

Art. 34. La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Art. 33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi […]

Art. 9. La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione […]

Art. 22. Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

Art. 10. L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non é ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

COME COMINCIA?

IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO

Vista la deliberazione dell’Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha approvato la Costituzione della Repubblica italiana

Vista la XVIII disposizione finale della Costituzione

PROMULGA

LA COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA nel seguente testo:

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3. Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

E DOPO LA LETTURA?

Ci si sente più forti, partecipi e responsabili del bene comune tutelato dall’autorità della legge, intesa come regola di libertà e di uguaglianza. Perciò l’accurato “ripasso” della nostra Carta Costituzionale non può non indurci a riflettere su quanto, a volte, ci manchi la consapevolezza dei nostri diritti e dei nostri doveri per vivere in mezzo agli altri nel rispetto di tutti. Su quanto l’Italia sia fondata sui valori di libertà, di pluralismo e di solidarietà che dovremmo sforzarci di concretizzare a partire dalla nostra quotidianità se vogliamo dare un senso vero al nostro essere cittadini. Su quanto sia possibile migliorarsi sia individualmente che tutti insieme a partire dalla nostra Carta d’identità democratica.

A noi tutti il diritto-dovere di impararne le regole, rispettarle e difenderle perché attuare la Costituzione è un impegno che non può dirsi mai concluso.

      Il Gruppo di lettura del Liceo “A. Einstein”

 

Se, come ha concluso uno dei lettori del gruppo, leggere ti permette di vedere il mondo in una maniera diversa, per concludere questo ciclo di incontri non c’era lettura migliore della nostra Costituzione dalla quale si può trarre quella rinnovata carica di dignità civica che i nostri tempi, in costante mutamento, richiedono. E’ vitale che i ragazzi ne facciano propri i principi perché possano esprimersi al meglio nella vita civile che li attende attraverso i valori di uguaglianza, di giustizia e di inclusione che la Costituzione stessa ci ha consegnato. Sarà l’esame più arduo da sostenere, la vera prova di maturità, quella che condurrà all’agire responsabilmente per sé e per gli altri.

A tutti i nostri studenti di quinta va l’augurio che la Costituzione, nel segno della libertà, sia la guida proficua per la realizzazione del loro personale talento.

A tutti coloro che hanno contribuito al “Laboratorio di lettura” di quest’anno va il mio sentito GRAZIE: alla dirigente per aver sostenuto come sempre le iniziative riguardanti la lettura; agli alunni, soprattutto, per avermi condotto con loro lungo un percorso, ancora straordinario, nel quale insieme abbiamo vissuto l’avventura del lettore.

       F.B.

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